Anche Onufrij chiede a Putin di fermarsi
La Nazione, 26-04-2022, Michele Brancale
Sasha a Natale aveva ricevuto un bel regalo. Lo aveva trovato la mattina. Si era addormentato la sera prima contento, deve aver detto una preghiera. Ora avrà ascoltato “Cristo è risorto” nell’altra vita perché a causa delle bombe non ha potuto vedere la Pasqua in Ucraina, celebrata nelle chiese ortodosse nella notte tra il 23 e il 24 aprile. Da qualche parte, qualcuno avrà conservato i ricordi di lui bambino. La guerra porta via tutto. Lasciando una lunga rossa scia di scomparsi, sopravvissuti e profughi, come quelli che hanno
raggiunto anche a Firenze. Mentre nel dibattito pubblico la non violenza attiva viene relegata a optional delle anime belle, si rischia di riabilitare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, che così vengono radicalizzati. Ci si domanda anche qual è ‘La missione dei cristiani nel mondo’. Questo il titolo di un libro intervista con il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill, le cui posizioni sul conflitto hanno lasciato interdetti gli stessi ortodossi ucraini fedeli al patriarcato, curato da Francesco Bigazzi
e pubblicato da Mauro Pagliai Editore nel 2018. Alcune pagine, sono dedicate all’Ucraina e alla missione cristiana per la pace: si rimane colpiti dalle posizioni sulla guerra. Tuttavia di fronte agli eventi di questi mesi, il metropolita Onufrij, che guida la Chiesa ucraina di obbedienza moscovita, ha visto nella guerra "una ripetizione del peccato di Caino, che uccise il suo stesso fratello per invidia. Una tale guerra non può essere giustificata né da Dio né dal popolo". E per questo ha chiesto a Putin di fermarsi.
La missione dei Cristiani nel mondo
Interviste, dichiarazioni, testi