Ricordando don Renzo Rossi
La Repubblica, 18-03-2022, Barbara Gabbrielli
Si autodefiniva il “prete volante”, forse per i mille e uno aerei presi per recarsi in 106 nazioni o per tutti i chilometri fatti in bicicletta, ma don Renzo Rossi è stato soprattutto il prete “di coloro che non volevano il prete”. Classe 1925, sacerdote nel 1948, insieme a Danilo Cubattoli, un anno dopo di Lorenzo Milani e Silvano Piovanelli, don Renzo ha fatto parte della generazione di sacerdoti protagonisti del rinnovamento della Chiesa, tra il dopoguerra e lo scoppio delle proteste
operaie. Un «piccolo prete, che per me rappresentava una sintesi del meglio del clero fiorentino» scrive l’arcivescovo Giuseppe Betori nella prefazione del libro di Andrea Fagioli, il “Renzo Rossi, prete” pubblicato da Sarnus/Polistampa in occasione della mostra che si inaugura domani nella Basilica della SS. Annunziata. Organizzata dalla Fondazione La Pira e da Arcton – Associazione archivi di cristiani nella Toscana del Novecento presieduta da Piero Meucci, la mostra espone una
parte dell’enorme archivio lasciato da Rossi: lettere, quaderni e soprattutto 30mila fotografie, frutto di una passione che condivideva con don Cuba. “Don Renzo Rossi. Prete di Firenze, cittadino del mondo” è un viaggio fotografico nella vita del sacerdote che volle stare sempre accanto agli ultimi, dalle periferie fiorentine alle favelas brasiliane. Scomparso nel 2013, don Renzo Rossi il 25 marzo (ore 18) verrà ricordato in una messa nella chiesetta di San Michelino Visdomini.
Renzo Rossi, prete
Una vita sulle strade degli ultimi, dalle periferie fiorentine alle favelas brasiliane