Strabioli: «Vi racconto il mio Paolo»
La Nazione, 29-09-2021, Titti Giuliani Foti
Sempre fiori e mai un fioraio’: debutta lunedì al Teatro Niccolini di Firenze che fu ‘casa’ del grande attore

«Su questo palco sono andati in scena decine di suoi spettacoli e proprio qui, per una sera, tornerà ad aleggiare il suo spirito libero e irriverente. Sono felicissimo di essere il suo non dico testimone, ma almeno di poterlo raccontare io». Due maschere, e un rotolo firmato Lele Luzzati: così la stagione del Teatro Niccolini di Firenze s’inaugura straordinariamente di lunedì – giorno di chiusura dei teatri – , il 4 ottobre nel ricordo di Paolo Poli con lo spettacolo di Pino Strabioli, «Sempre fiori mai un fioraio» dedicato all’amato genio della scena che ha attraversato il Novecento con quella naturalezza e quel coraggio che lo hanno reso unico.Strabioli, tornare in scena per ricordare l’amico Paolo Poli.«.. E il maestro. Gli devo tanto perché mi ha insegnato e segnato con la sua ironia meravigliosa, la sua cultura e l’intelligenza velocissima e acuta. Ricordarlo nel suo teatro, nel teatro
che riaprì proprio con lui anni fa dopo i restauri, è un privilegio».Un’operazione nostalgia?«No, anzi. L’idea è nata da una serie di pranzi fatti con Paolo nello stesso ristorante nell’arco di due anni: quelli che racconto nel libro edito da Rizzoli da cui prende il titolo lo spettacolo. Sono i nostri discorsi nell’arco di due anni fatti a mezzogiorno, a Roma, nello stesso ristorante in piazza Sforza Cesarini».I contenuti sul palco?«È un reading del rapporto con Paolo, uno snocciolare di ricordi pubblici e privati che mi ha consegnato parlando a un registratore fintamente occultato da una salvietta che non voleva vedere, e chiamava ‘piccola ladra’. Mi diceva: odio le macchine».Una conversazione ridotta a monologo.«Sì, certo. Racconterò la Firenze della sua infanzia, i primi ricordi di una città che non conosceva perché abitava in periferia, a Rifredi. E poi i suoi primi primi turbamenti fino alla scoperta del teatro. Un racconto disincantato, un affresco dell’attore agli esordi che nomina il suo
amico-riferimento Alfredo Bianchini da lui definito “la mia mamma artistica”».Di Firenze cosa diceva Paolo Poli?«Che debuttare qui gli faceva tremare l’elastico delle mutande. Aveva la capacità dei grandi fiorentini di conquistare il pubblico con una battuta sarcastica e coltissima. E quindi nello spettacolo ci saranno anche filmati con sue dichiarazioni e potremo riascoltare la sua inconfondibile voce. Gli sono ancora grato perché mi ha dato la possibilità non solo di stargli vicino, ma di poter scrivere la sua vita».Ma come l’ha conosciuto?
«Negli anni sono andato a vedere i suoi spettacoli anche tre volte di fila. Ammetto di essere stato un piccolo stalker: poi alla fine, nel 1996, mi propose di fare con Gulliver ne “I viaggi di Gulliver”: devo fare un provino?, gli chiesi. E lui: “No – mi rispose – sei già abbastanza orrenda così”». Da non perdere.


Fotografia: Paolo Poli con Pino Strabioli che debutta con un omaggio al grande attore al teatro Niccolini
Rassegna stampa Teatro Niccolini Firenze