Le lune di Fiesole
Vexilla Italica, 01-07-2019, ––
2019, anno di elezioni amministrative, di programmi, proclami e promesse, in qualche caso occasione di dimostrare un rinnovato e, talvolta genuino – come possiamo immaginare in questo caso – interesse per le tradizioni, i beni culturali e, in genere, per la fenomenologia complessiva di un ente locale, tra cui anche la sua araldica. E non è un caso che abbiano visto la luce ben quattro volumi monografici sugli stemmi di altrettanti comuni toscani che, proprio quest’anno, hanno rinnovato le loro amministrazioni: Murlo, Reggello, Castellina in Chianti e, appunto, Fiesole, la cui monografia sullo stemma comunale, realizzata dal nostro Michele Turchi, è stata fortemente voluta da Giancarlo Gamannossi, candidato sindaco, come puntualmente indicato in calce sulla pagina di presentazione. A prescindere dall’esito delle elezioni, sfavorevoli al nostro benemerito mecenate, si può dire che il compito è stato portato felicemente a termine: l’autore è riuscito a raccogliere dati, spigolature e informazioni
per elaborare una storia millenaria dell’insegna cittadina che di dipana in ben 140 pagine, un vero record. Attenzione, non si tratta di una stancante compilazione comparativa di attestazioni commentate millimetricamente una per una, assassinando l’attenzione anche dell’appassionato più incallito, ma di una narrazione fluida che sconfina volentieri in ambiti più generali come la lunga e ricca storia della città, inevitabilmente, ma anche di aneddoti e considerazioni sulle mentalità e attitudini degli uomini che nelle varie epoche sono ricorsi all’uso di insegne, mettendo a servizio tutto il suo mestiere di storico esperto che da anni cura rubriche di storia locale nel blog del suo paese, Bagno a Ripoli, al quale ha dedicato anche una collana composta da ben cinque volumi. Ed è frutto di divulgatore esperto anche la struttura del lavoro attentamente diviso in due parti, una trattazione principale, il vero cuore dell’opera dove si presentano le variazioni dell’insegna fiesolana dal medioevo
– ma con un rimando ad alcuni misteriosi manufatti di epoca romana, protagonisti del capitolo intitolato «Un’insolita coincidenza» - allo stemma moderno, e tre appendici che raccolgono elencandole e descrivendole una per una, tutte le attestazioni storiche e l’iter del riconoscimento dello stemma, per gli appassionati più insaziabili. Corredano imprescindibilmente il testo un’introduzione di Alessandro Savorelli che, come nessun altro, riesce a dare volto alla materia di cui tratta il libro, addomesticandola e rendendola commestibile anche al fruitore più all’oscuro, e i disegni di Massimo Ghirardi che senza parsimonia, con il suo essenziale ma riconoscibilissimo tatto, arricchiscono le pagine del volume, ricchissimo che di riproduzioni di esemplari storici originali generosamente rappresentati in tutte le loro versioni sui rapporti e materiali più diversi. Un bel lavoro di squadra, direi tutto a firma CISV, un’ulteriore buona ragione per non farlo mancare sul proprio scaffale.
Le lune di Fiesole
La Città e le sue insegne dalle origini leggendarie al Comune moderno