Le ideologie virus del ’900. Ma oggi stiamo guarendo
La Nazione, 11-06-2020, Giovanni Pallanti
C’è stato un virus che ha ammorbato gran parte del ’900. Solo ora chi è stato affetto da questa pandemia, in milioni, sta guarendo. Le ideologie sono state la malattia del secolo che uno storico inglese ha definito “il secolo breve”. Per fortuna è stato breve.
Milioni di persone hanno chiuso gli occhi sulla Storia per non accorgersi che in vita avevano loro sbagliato quasi tutto. I comunisti, anche in Italia, hanno fatto finta che la rivoluzione d’ottobre fosse fatta contro lo Zar e non contro la Repubblica russa proclamata
il 17 settembre 1917.
Questi fatti servono per una prima diagnosi del male oscuro che ha colpito anche molti fiorentini. Nelle celebrazioni antifasciste i comunisti fiorentini dimenticavano spesso che dal partito comunista furono espulsi nel 1939 Umberto Terracini e Camilla Ravera perché si opposero all’accordo tra Hitler e Stalin per la spartizione della Polonia. Un giornalista fiorentino Riccardo Catola ha scritto un libro “Chiamatemi Ungar” (Edito da Polistampa) dove si racconta la storia di Ferenc Ungar, fuggito
dall’Ungheria nel 1956 quando i sovietici irruppero con i carri armati a Budapest per reprimere nel sangue una rivolta popolare contro il potere del Cremlino.
Adriano Sofri pochi giorni fa ha recensito questo libro scrivendo che la vita di Ungar, oggi console onorario d’Ungheria a Firenze, è stata l’occasione per Catola, come per molti altri giovani degli anni 70 del secolo scorso, di scoprire che i loro entusiasmi acritici per le ideologie, in questo caso quella comunista, erano profondamente sbagliate.
Chiamatemi Ungar
Da Budapest all’Italia guerre, amori e rivoluzioni dell’esimio profugo professor Ferenc, Csikusz per gli amici