Baldassarri controcorrente. «Il mio amico Licio Gelli e la difesa dell’Occidente»
Il Tirreno, 09-01-2020, Paolo Gestri
«Sono massone in sonno, ricordo con piacere Licio Gelli e non approvo Papa Bergoglio». Sono in sintesi i tre argomenti cardine, espressi dall’autore del neonato pamphlet “Io, Gelli e... Guccini” , di Paolo Baldassarri, un lungo libro-intervista a cura di Giovanni Mucci (Mauro Pagliai Editore) che viene presentato oggi a Firenze, alle 18, al Caffè letterario Niccolini, in via Ricasoli 3. Una nuova presentazione ci sarà venerdì 31 a Pistoia alle 17, nella Sala Maggiore di Palazzo di Giano e poi a San Marcello e a Roma. Baldassarri, ex preside dell’istituto Pacini, da lui diretto per trent’anni ed attuale presidente della Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, lo conoscono tutti. «Sei un mito! » gli aveva detto una studentessa che gli chiedeva di non andare in pensione, ma «c’è un tempo giusto per ogni cosa e bisogna prenderne atto», dice lui. Nel libro Gelli, Guccini, Bergoglio non sono affatto isolati, ma in buona ed ampia compagnia, soprattutto di coloro che, a giudizio dell’autore con ipocrisia, da “neri” sono diventati “rossi” , con nomi, cognomi e fatti che la storia e la stessa esperienza personale hanno indotto l’autore a rivelare. Farà discutere,
probabilmente, la sua amicizia, mai rinnegata, con Licio Gelli, già maestro venerabile della Loggia Propaganda 2 (P2), considerato l’eminenza grigia dell’Italia del Novecento, su cui pesano ombre di scandali, intrighi, amicizie “pericolose” e collusioni con poteri più o meno occulti. «Il Gelli fascista – racconta Baldassarri – è proprio quello che salvò la vita di decine di partigiani pistoiesi, fornendo loro un lasciapassare, e quello che ha donato a Pistoia, dove era nato nel 1919, in via Gora e Barbatole, il proprio ricchissimo archivio storico, fonte preziosa di storia, di fatti e misfatti che tutti dovrebbero conoscere per un giudizio oggettivo e sereno». «Ricordo perfettamente – rivela l’ex preside – gli incontri, un po’ clandestini, tra lui e l’incaricato dal Comune per definire la donazione». Dal testo emergono altri dettagli, inediti o quasi, sull’ex venerabile, come l’incontro che ebbe con Tina Anselmi, presidente, negli anni Ottanta, della commissione d’inchiesta sulla P2: «Gelli era in incognito, con finti baffi e barba e l’Anselmi, al di là del ruolo ricoperto, ammirò l’operato di Gelli in difesa di valori occidentali. Che sono
gli stessi che io difendo in queste cento pagine».Papa Francesoco viene di conseguenza. «In buona sostanza, leggermente credo, e sottolineo leggermente, che stia rovinando la dottrina della Chiesa Cattolica Romana. Eletto, direi, senza che fosse presente lo Spirito Santo, non con tutti in ugual misura “servo servorum Dei”, servo dei servi di Dio».Poi Baldassarri guarda in casa propria: «Tace anche troppo il nostro vescovo Tardelli con chi ha messo in chiesa un tappetino per la preghiera ad Allah accanto all’altare». Il chi, fin troppo noto, è don Biancalani: «Ricevuto in pompa magna da Bergoglio, secondo alcuni ben informati alla Congregazione dei vescovi, pare voglia nominarlo episcopo». E Francesco Guccini? «L’ho conosciuto a Pavana, il suo paese, dove ero preside alla scuola media. Ha preso il mio posto in un film. Lo stimo come cantante e come uomo». Per il resto, non ci sono molti altri sconti. Per la giustizia, cita Giolitti: «La legge si applica ai nemici e si interpreta con gli amici». Nella scuola di oggi regna il caos, la lingua italiana non è adeguatamente protetta: se l’italiano decade, cade l’Italia. «Se cade l’Italia, cade l’Occidente»
Io, Gelli e… Guccini
La caduta dell’Occidente cristiano in un dialogo con Giovanni Mucci