Le elites del potere e la fatica dei contadini
La Nazione, 05-03-2020, Giovanni Pallanti
Pier Luigi Ballini è uno storico di calibro nazionale, assessore alla cultura nella giunta Morales, ha curato tre libri nella serie del Centro Studi Sidney Sonnino (“Lotta politica ed elites amministrative a Firenze 1861-1889”, “Firenze Lotta Politica ed elites amministrative 1890-1926”) e un altro libro su Firenze e la Grande guerra, tutti editi da Polistampa. La cosa che colpisce è scorrere l’elenco degli amministratori del tempo (gli storici coordinati da Ballini hanno fatto ottime ricerche
sui nomi dei consiglieri comunali). Ci sono avvocati, ragionieri, ingegneri, professori. Chi conosce però la storia, sa che questi erano elementi di contorno al vero potere municipale che era in mano sempre agli aristocratici. I nomi che ricorrono sono quasi sempre gli stessi: Della Gherardesca, Bastogi, Principe Corsini, Carlo Alfieri di Sostegno, Marchese Niccolini, Marchese Giuseppe Rasponi delle Teste … Questi nomi ed altri, più o meno noti, della nobiltà fiorentina erano i veri
catalizzatori del potere amministrativo. La loro fonte di rendita era la proprietà agricola. Si arricchivano, salvo rare eccezioni, sul sudore dei contadini costretti a lavorare in estate anche 12 ore al giorno. Lo storico Adriano Prosperi ha scritto un bellissimo libro sulla storia dei contadini del '700-'800, e racconta l’orrore sociale della loro condizione. Questi erano gli esponenti delle elites fiorentine dal 1861 agli inizi del Novecento. Tempi da studiare ma da dimenticare.
Firenze e la Grande Guerra
Vicende di una città lontana dal fronte